Critica

È soltanto con l’arte e con l’amore che l’animo si apre alla vita, alla verità dell’esistenza, al sapore salvifico della creazione. Si percepisce, allora, la dimensione metafisica della trascendenza, della spiritualità, ma anche del significato tangibile dell’essere e del divenire. Nel segno della stesura pittorica e della modellazione ceramica, Lidia Mietti ricerca propriamente quel risultato espressivo capace di permeare l’animo di emozione e di intimo piacere creativo.
Il colore, nelle sue varie declinazioni tonali, rappresenta la sigla portante dei dipinti dell’artista, un colore sovente naturalistico e vibrante che si accorda, con efficace rappresentazione disegnativa, a prevalenti tematiche paesaggistiche, sovente legate alla poesia del ricordo. La vasta gamma cromatica, accesa spesso a timbri vigorosi, sollecita percettibili vibrazioni di luce, ora energiche, ora sommesse, sempre consonanti con dischiusi stati d’animo. Lo stupore di una passeggiata nella natura, la meravigliosa bellezza di un albero, la memoria di un edificio del ricordo espandono un sentimento di appartenenza che, nell’artista, individua e accresce l’incanto dell’identità. Da ogni opera pittorica si evince il piacere del creare, ossia quell’indomita forza propositiva che soltanto l’arte giunge ad esprimere a livelli inconsueti.
Anche nell’elaborazione ceramica, concorde con la tradizione operativa occidentale o con la consolidata tecnica raku, Lidia Mietti perviene ad esiti validamente positivi, esprimendo le significanze di un’indagine introspettiva impressa su tensione formale e profondità cromatica. Dalle molteplici argomentazioni ceramiche si desume, quindi, un costante afflato al “fare ” artistico, non disgiunto da un’efficace propensione alla resa di colore e luce. In quest’ottica, l’artista evidenzia un’azione espressiva che, con diligente impegno e seria consapevolezza, si espande nell’universo del vissuto, di un vissuto dilatato al ricordo per un’affermazione del presente.
Enzo Dall’Ara
critico e storico dell’arte

Lidia Mietti è un’artista poliedrica che si esprime, con grande padronanza, con i diversi linguaggi espressivi della pittura e della ceramica.
Una istintiva curiosità e un fare quasi frenetico caratterizzano la sua attività artistica, che la vede cercare i soggetti nella natura, per poi tradurli in immagini immediate e poetiche.
La sua produzione pittorica trova l’originalità in uno spazio compositivo che elude la dimensione prospettica classica per gli aspetti grafici, dimensione applicata solo su quelli cromatici.
L’artista divide l’opera in due piani sovrapposti; un primo
piano dove il racconto si fa particolarmente analitico, e quel particolare che spesso sfugge ad una visione affrettata dell’osservatore diventa, nell’opera, icona di incanti, che dichiarano tutta la meraviglia del creato. Qui i colori sono cristallini, vitrei, e riflettono la luce di una giornata assolata, per poi andare a dissolversi e a caricarsi di silenziose ombre sul piano di fondo.
Si crea così un secondo piano che lascia solo immaginare altri mille particolari impercettibili ed evanescenti; essi ci parlano di mistero, di infinito, di respiro cosmico, di attesa, e dichiarano la precisa volontà dell’artista di illuminare solo alcuni frammenti della realtà e fare convivere così una visione particolareggiata e chiara, con una misteriosa.
Questo originale modo di comporre l’opera viene risolto da Lidia Mietti nella ceramica, con l’applicazione di colorazioni che si basano sull’uso degli opposti: terre lasciate del loro colore naturale abbinate a zone dipinte con l’oro, e il nero profondo ottenuto con l’uso della tecnica raku, con i lustri prodotti dalle sue colorazioni.
Opere pittoriche e opere modellate dove, con la stessa
inarrestabile vitalità, questa artista ci parla della natura, ma lo fa con leggerezza del sogno, per percorrere così, con le immagini, quelle vie che parlano agli occhi e al cuore di chi le osserva.
Con il proprio lavoro l’artista sa di dichiarare, ancora una volta, che il valore del bello è ineludibile per l’essere umano in quanto esso è insito nella natura, e quindi anche nell’uomo.
Liliana Santandrea

Ho insegnato a disegnare a Lidia Mietti quando aveva soltanto una grande passione per l’arte, quella che l’ha portata, con estrema facilità, ad acquisire strumenti e metodi e a “lavorare” autonomamente. Credo che Lidia abbia sempre disegnato una immagine scritta nella sua mente e non davanti ad un modello; ha il sentimento della forma e la cerca ovunque, i particolari si dispongono con armonia e colpiscono l’osservatore.
L’ho ritrovata per caso a Ravenna ad una esposizione ed ho
potuto constatare il grande lavoro che Lidia ha prodotto in questi ultimi tempi; ha completato il proprio percorso con nuovi elementi, in una gamma di diversificazioni di tecnica e di possibilità combinatorie emozionanti.
Complimenti.
Emiliana Regazzi